“Gesù Cristo ti ama”: la gioia del Primo Annuncio


Roma, 29-30 agosto – Le giovani FMA dai 1 ai 10 anni di professione si sono ritrovate a Via Marghera per il primo incontro di formazione, spiritualità e condivisione, del loro percorso annuale che ha come obiettivo generale, in linea con la Programmazione Ispettoriale,  l’approfondimento del significato e delle modalità del Primo Annuncio.

L’incontro, in continuità con la giornata di studio del 29 agosto, ha voluto aiutare ciascuna sorella a fare memoria del proprio primo annuncio, per riflettere poi su come proporlo oggi nei diversi contesti educativi e pastorali.

La giornata di sabato 30 agosto si è aperta con la celebrazione eucaristica nella Basilica del Sacro Cuore, seguita dalle Lodi nella cappellina della Lettera da Roma.

La Parola di Dio, al centro della preghiera, ha offerto l’episodio di Filippo e l’eunuco (At 8,26-40): immagine eloquente di un annuncio che nasce dall’ascolto e diventa incontro personale con Cristo.

«Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per te e ora è vivo al tuo fianco ogni giorno per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti» (Evangelii Gaudium, 164).

Questo passo dell’esortazione apostolica di papa Francesco ha accompagnato il tempo di riflessione personale e la condivisione di gruppo.

Ciascuna è stata invitata a rievocare la propria esperienza del Primo Annuncio: chi mi ha trasmesso per primo la gioia del Vangelo?

Questa condivisione è stata occasione di maggiore conoscenza tra le suore del gruppo ma anche di riconoscenza dei grandi, e a volte imprevedibili, doni che il Signore ha fatto a ciascuna.

Dalla memoria personale si è passati allo sguardo sul presente: dove riconosco oggi i segni del cambiamento d’epoca? Quali sono le sfide concrete per il Primo Annuncio nei contesti in cui sono chiamata a servire i giovani?

Le giovani hanno condiviso le loro riflessioni in un clima di ascolto reciproco.

Nel pomeriggio, la riflessione si è arricchita con la visione della testimonianza di Sr. Clare Crockett, giovane suora irlandese delle Serve del Focolare della Madre, morta prematuramente e oggi Serva di Dio. La sua vita, segnata da una forte conversione, da entusiasmo missionario e da radicalità evangelica, è stata un forte richiamo alla bellezza della vocazione ad essere annunciatori di Cristo nell’autenticità di una scelta radicale e gioiosa che diventa contagiosa.

Il cammino si è concluso con la condivisione sulle sfide del Primo Annuncio che ciascuna incontra nel proprio contesto e con un tempo di programmazione per i prossimi appuntamenti.

La giornata ha offerto l’occasione di comprendere che il Primo Annuncio non è una formula astratta, ma la buona notizia che ognuno è amato personalmente dal Signore: una certezza che nasce dal cuore e diventa missione, da vivere e testimoniare con autenticità, nello stile carismatico salesiano.