Il Primo Annuncio nel mondo contemporaneo con il Rettor Maggiore e il prof. D’Ambrosio
Roma, 29 agosto – Nella sede ispettoriale di via Marghera si è svolta la giornata di studio sul tema “Il Primo Annuncio nel mondo contemporaneo”, che ha visto la partecipazione delle direttrici, delle FMA nei primi dieci anni di professione, del Gruppo di Risignificazione e delle commissioni ispettoriali di Formazione e di Pastorale Giovanile.
L’obiettivo comune è stato quello di riflettere sulle sfide del Primo Annuncio per raggiungere realmente i giovani, offrendo loro la possibilità di un incontro autentico con Cristo.
La giornata si è aperta con la celebrazione eucaristica presieduta dal Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, che nell’omelia ha invitato a interrogarsi sullo sguardo che guida la vita del missionario ed educatore:
«Il missionario ha lo sguardo fisso su Cristo… alla fine quella è la mia chiamata, la mia responsabilità».
Richiamando la figura di Giovanni Battista, ha sottolineato il rischio di un cristianesimo vissuto solo in apparenza e ha indicato l’autenticità come antidoto all’indifferenza del nostro tempo.
Al centro della mattinata, l’intervento del Rettor Maggiore, dal titolo Il Primo Annuncio ai giovani nel mondo contemporaneo: una lettura pastorale.
Don Attard ha invitato a leggere la realtà con il metodo del discernimento – riconoscere, interpretare, scegliere – con uno sguardo rivolto sia ad extra (le sfide e le attese dei giovani) sia ad intra (il cuore e la fede di chi educa).
• Riconoscere. Viviamo non un’epoca di cambiamenti, ma un vero e proprio cambiamento d’epoca. La secolarizzazione non significa fine della fede, ma la sua trasformazione: credere oggi è una scelta libera e consapevole, non più un dato scontato. Questo interpella i giovani, ma anche gli educatori, chiamati a verificare la propria autenticità di fede.
• Interpretare. L’autenticità emerge come tema centrale: è ciò che i giovani cercano e ciò che dà credibilità alla testimonianza educativa. In una cultura segnata da individualismo e autoreferenzialità, l’educatore è chiamato a proporre relazioni significative, linguaggi dialogici e spazi di famiglia, dove la sete di spiritualità possa trovare cammini di accompagnamento.
• Scegliere. Per essere missionari credibili oggi occorre partire da comunità educanti evangelizzate, capaci di testimoniare prima di annunciare. È necessaria una conoscenza profonda e vitale del carisma salesiano e la costruzione di progetti educativi pastorali vissuti in chiave sinodale, dove tutti i protagonisti della missione si sentano corresponsabili.
«Educare è un’arte, viverla come pastori è una vocazione che ci chiede di impiegare tutta la nostra energia e capacità» ha ricordato don Attard, invitando a non cadere nella trappola del “fare” senza nutrire la propria fede.
Nel pomeriggio, il Prof. Don Rocco D’Ambrosio, sacerdote diocesano e docente all’Università Gregoriana, ha offerto una lettura socio-culturale del mondo contemporaneo, evidenziandone complessità, sfide e opportunità per l’educazione e l’evangelizzazione dei giovani. Ha sottolineato come il mondo attuale sia complesso, tecnologizzato, polarizzato, fragile, eticamente debole e multi-etnico.
«Il mondo di oggi è complesso: i fenomeni si leggono da diverse prospettive, con diverse “paia di occhiali”. Non possiamo capire tutto, ma possiamo acquisire parole chiave che ci aiutino a non essere vittime dei fenomeni».
D’Ambrosio ha evidenziato la crescente influenza della tecnologia, dei social e dei Big Data:
«I mezzi di comunicazione oggi sono dei moltiplicatori emotivi e politicamente finalizzati. È necessario comprenderli per servire gli altri senza esserne dominati».
Ha poi invitato a riflettere sulle dinamiche giovanili: i giovani sono diversi, spesso fragili, e necessitano di spazi autentici per crescere. La relazione educativa, la formazione e l’auto-formazione, la motivazione e l’acquisizione di convinzioni profonde sono strumenti fondamentali per favorire la partecipazione e l’autonomia dei giovani.
Tra relazioni, riflessioni personali, lavori di gruppo e scambi assembleari, la giornata ha rappresentato un’occasione per approfondire la comprensione del mondo contemporaneo, per riflettere sul ruolo del missionario-educatore, e per rafforzare la responsabilità di ciascuno nell’accompagnare i giovani verso un incontro autentico con Cristo. L’invito finale è a mantenere autenticità, formazione e attenzione al cuore, strumenti indispensabili per un Primo Annuncio credibile e incisivo nel mondo di oggi.
Leggi la Relazione completa di Don Fabio Attard
