“Rendere presente l’amore di Cristo”: sei nuove Figlie di Maria Ausiliatrice per la Chiesa e i giovani

Il 6 agosto, nella Parrocchia salesiana “Santa Maria della Speranza di Roma, sei giovani donne hanno emesso la loro prima professione religiosa nelle mani di Madre Chiara Cazzuola, Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra loro la nostra Sr Sofia Ranzuglia, che ora inizia la sua missione come FMA.

Accanto a lei, hanno donato la loro vita al Signore anche Sr Martina Kotesovà (SLK), Sr Marjam Malvestio (ITV), Sr Katalin Nagy (ITV), Sr Carmen Rapisarda (ISI) e Sr Desirè Schiavone (IMR). Il motto scelto dalle neo professe – tratto dall’articolo 11 delle Costituzioni – sintetizza la loro decisione: “Rendere presente l’amore di Cristo”.

La celebrazione eucaristica, presieduta dal Rettor Maggiore don Fabio Attard, è stata un momento intenso di preghiera e di gioia per tutto l’Istituto. Concelebravano numerosi sacerdoti che hanno accompagnato le giovani nel loro cammino di discernimento e formazione.

Nella sua omelia, don Fabio ha invitato le neo professe – e tutti i presenti – a contemplare l’iniziativa amorosa di Dio:
«Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15,16).
«Questa parola – ha detto – ci libera dall’ansia di dover meritare l’amore di Dio. La vocazione nasce dall’amore preveniente di Dio che ci raggiunge nelle nostre fragilità e ci rende preziosi ai suoi occhi».
Il Rettor Maggiore ha sottolineato come la vita consacrata non sia una limitazione, ma una via alla gioia:
«La finalità di questa chiamata non è metterci in una scatola, ma offrirci l’orizzonte di una gioia piena. Non una gioia superficiale, ma quella profonda che nasce dalla consapevolezza di essere amati e scelti da Dio».

E ha aggiunto:
«Questo amore, se è autentico, costa fatica: non dipende dalle circostanze, ma sgorga da un cuore innamorato di Dio. È la carità pastorale che si rinnova ogni giorno, nella relazione con la Parola, l’Eucaristia, la riconciliazione. Solo così non ci smarriamo».

Per la Famiglia Salesiana, ha spiegato don Fabio, portare frutto significa tradurre l’amore ricevuto in gesti concreti verso i giovani, specialmente i più poveri e abbandonati:
«Il cristiano non può custodire la fede come un tesoro nascosto. La vita consacrata è missione: andare e portare frutto».

Questa consapevolezza ha guidato il cammino di Sr Sofia e delle altre sorelle: anni di discernimento, di formazione e di vita fraterna sono culminati nell’“Eccomi” pronunciato davanti a Dio e alla comunità.

Le giovani hanno scelto letture significative (Is 63,7-9; Col 3,12-17; Gv 15,9-17), che parlano di fedeltà, gioia e amore fraterno. Un invito a rimanere nell’amore di Cristo per essere segno della sua presenza nel mondo, là dove i giovani attendono speranza e futuro.

Al termine della celebrazione, le neo professe hanno espresso un sentito ringraziamento a quanti le hanno accompagnate. Con simpatia, si sono rivolte alla Maestra dicendo: «Il Signore, che fa le cose da Signore, non mancherà di sostenerti nella missione che ti ha affidato».

Madre Chiara, nel suo saluto, ha rivolto parole piene di affetto e di responsabilità:
«Ogni volta che una Figlia di Maria Ausiliatrice fa questa scelta, il Signore continua a credere nell’Istituto e ci affida la responsabilità di portare avanti il carisma. Da oggi anche voi siete parte di questa missione».
Ha ringraziato le famiglie, ricordando le parole di don Bosco:
«Quando si dona una figlia al Signore, la Madonna prende il suo posto in casa».
Infine, l’augurio:
«Siate Figlie di Maria Ausiliatrice felici e fedeli, come vi hanno sognate don Bosco e Madre Mazzarello».

La professione religiosa non riguarda solo chi la compie: è un dono per tutta la Chiesa e per il mondo giovanile. In un tempo segnato da incertezze e fragilità, il “sì” di Sr Sofia e delle altre sorelle diventa un segno luminoso di speranza e una risposta concreta all’amore di Dio che continua a chiamare.

Oggi, insieme all’intero Istituto, diciamo grazie per questo passo di fede, affidando le nuove professe a Maria Ausiliatrice, perché le renda testimoni gioiose e instancabili dell’amore di Cristo tra i giovani.