Un rinnovato “sì” a Dio che ci invita a “rimanere nel Suo Amore”

Il 4 agosto, alla vigilia dell’anniversario di fondazione dell’Istituto, la Casa Generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice è stata il cuore pulsante di un momento di grazia straordinaria: il rinnovo dei voti temporanei di 48 giovani suore, provenienti dalle diverse ispettorie dell’Italia e dell’Europa, a cui si sono aggiunte le suore che stanno vivendo il loro cammino di formazione all’Auxilium. Un appuntamento annuale che, quest’anno, è stato vissuto tutte insieme perché si è collocato al termine del Giubileo dei Giovani, quando ancora negli occhi e nel cuore di tutti noi c’era la distesa di Tor Vergata illuminata dalla preghiera silenziosa davanti all’Eucaristia di oltre un milione di giovani, insieme al Papa.

Tra le 48 suore che hanno rinnovato la professione religiosa per uno o due anni, ci sono anche le nostre Suor Bianca Ronchieri, che ha emesso i voti biennali, Suor Chiara Manì e Suor Chiara Cannavacciuolo, che hanno professato per la terza volta.
Madre Chiara Cazzuola, Superiora generale dell’Istituto, ha ricevuto i voti delle juniores, come segno di un’appartenenza che si rinnova e di un cuore che si dilata nella missione educativa, ragione della nostra vita.

La celebrazione è stata presieduta dal salesiano don Flaviano D’Ercoli, che ha commentato con profondità il Vangelo scelto dalle suore giovani: “Io sono la vite, voi i tralci” (Gv 15,5).

Nell’omelia, il sacerdote ha insistito su un invito che è diventato quasi un ritornello: «Rimanete nell’amore di Gesù» e ha spiegato che rimanere non significa immobilizzarsi, ma radicarsi nell’essenziale, custodendo la consapevolezza che «la vita consacrata è appartenenza a Gesù».

Don Flaviano ha poi aggiunto: “Non significa che non ci saranno problemi: ci saranno, e tanti. Non significa che non arriveranno le crisi: anche quelle faranno parte del cammino. Non significa che non ci saranno fatiche, perché ogni vita impegnata le conosce. Ma tutto questo lo affrontiamo, se il fondamento rimane Lui. Se sappiamo di chi siamo. Questo è il segreto: sapere che apparteniamo a Gesù”.

Un messaggio semplice, ma vero e profondo, che ha risuonato nella cappella come consegna e promessa per ciascuna.
Ogni rinnovazione non è un gesto ripetitivo, ma una scelta consapevole che si rinnova alla luce dell’esperienza vissuta. Quest’anno, il contesto del Giubileo dei Giovani ha reso questo passo ancora più eloquente: migliaia di giovani hanno gridato al mondo la loro fede, il loro desiderio di pace, il bisogno di speranza. In mezzo a loro, anche queste giovani suore hanno pregato, ascoltato, cantato, adorato. Ora, di fronte all’altare, il loro rinnovare i voti è come dire a quei giovani e a tutti: «La speranza che cercate, io l’ho trovata in Cristo e per Lui dono la mia vita».

Sono scelte che diventano segno, testimonianza che la fedeltà è possibile e che l’amore di Dio, accolto e custodito, può dare senso e gioia.

Al termine della Messa, la gioia è stata suggellata dalle parole che Madre Chiara, facendosi portavoce di tutte le suore che quest’anno celebrano il 50° anniversario di professione, ha rivolto alle professe: “Non perdete mai la freschezza del primo sì. Non stancatevi di rimanere unite a Gesù: Lui è la vite che vi sostiene. Portate questo amore ai giovani, come Don Bosco e Madre Mazzarello ci hanno insegnato. Non temete le sfide: il Signore è fedele, e la fedeltà è gioia”.
Una consegna che diventa missione: non solo per le 48 juniores presenti, ma per tutte le comunità che le accolgono e camminano con loro.

Per le nostre tre sorelle – Sr Bianca, Sr Chiara Manì e Sr Chiara Cannavacciuolo – e per tutte le juniores che hanno rinnovato la professione, la nostra preghiera è una sola: che il loro “sì” sia ogni giorno radicato in Cristo e fecondo di vita per la Chiesa e per i giovani.

Foto concesse da:
Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice – Ambito Comunicazione – fmacomunicazione@gmail.com