Sr Maria Rosa Spanu
Carissime sorelle,
il 18 aprile 2025, il giorno di venerdì santo si è unita alla morte di Cristo per vivere con Lui la Pasqua di Risurrezione
Suor Maria Rosa SPANU
Nata a Santulussurgiu (Oristano) il 4 luglio 1930
Professa a Castelgandolfo (Roma) il 6 agosto 1959
Appartenente all’Ispettoria Romana “San Giovanni Bosco” – Italia
Suor Rosina nasce a Santulussurgiu, luogo in cui la salesianità ha avuto radici storiche per la lunga presenza dei Salesiani di Don Bosco e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Lei stessa scrive: “Il mio paese è tutto salesiano”. Nella sua famiglia, molto numerosa, lei è la primogenita di 6 sorelle e 2 fratelli; suo padre era falegname e sua mamma casalinga, ma anche abile sarta e ricamatrice. Una famiglia semplice dai valori robusti, tutti dediti al lavoro e radicati in una fede genuina e salda.
Fin da piccola frequenta con assiduità l’oratorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, l’Azione cattolica e la catechesi in Parrocchia. Grazie al tuo temperamento affabile e simpatico, riusciva a coinvolgere tantissimi bambini tanto che il parroco, quando a 25 anni decise di entrare nell’Istituto, le disse che poteva fare la suora in casa così da continuare la sua attività in parrocchia. Era una bravissima sarta, aveva molte clienti tanto che l’aiutavano nel cucito una sorella e sua mamma che, a sua volta aveva le mani d’oro.
Rosina era una persona molto estroversa e simpatica: tutti infatti si meravigliarono del fatto che diventasse suora perché amava ballare e divertirsi in gruppo; era la compagnia ideale per la sua sorella sordomuta che, quando seppe della sua scelta, fu molto dispiaciuta e ne risentì tantissimo.
Accompagnata nel discernimento dalle Suore, dai Salesiani e dal Parroco, Rosina parte sostenuta dalla gioia della sua mamma che era contenta di avere una figlia suora. Vive gli anni di formazione con gioia e convinzione, certa di essere amata e chiamata. Il suo sogno missionario, come lei stessa dice, viene ri-orientato da Dio: “Mi piacevano molto le missioni, ma la salute non mi ha aiutato, sono stata sempre perseguitata da forti mal di testa”. Perfeziona allora la sua professionalità frequentando una serie di corsi di specializzazione in taglio, confezioni e alta moda per abilitarsi al meglio all’insegnamento. Così per tanti anni insegnò nei laboratori e nei corsi di Formazione professionale. Dice una consorella: “Era molto brava nel lavoro. Aveva un carattere piuttosto forte. Era una bravissima sarta, molto preparata ed esigente, dava molto alle ragazze che le erano molto affezionate. Creava un bel clima educativo di collaborazione. In comunità sr Rosina era affabile, partecipava volentieri alle ricreazioni e ai momenti di incontro”.
Spende generosamente la sua vita in tante case dell’Ispettoria: Frascati – Villa Sora, Roma – UPS, Roma Sacra Famiglia, L’Aquila, Roma M. Ausiliatrice. Oltre al cucito si dedica con semplicità ad altri servizi comunitari che svolge sempre con precisione e disponibilità.
Accanto al carattere deciso, sviluppa il senso dell’armonia e del bello coniugando queste due dimensioni a livello educativo e relazionale. Il tutto nutrito da una preghiera costante e fedele, fino all’ultimo giorno della sua vita quando, senza troppe forze, cerca il breviario per la liturgia del giovedì santo.
Gli ultimi anni della sua vita torna in Sardegna a Cagliari dove si distingue per il suo stile elegante e gioioso, portando quel senso dell’umor che aiuta a dare il giusto peso alle cose e sdrammatizzare le situazioni. La salute diventa sempre più precaria soprattutto a causa di problemi ipoacustici e di deambulazione, che con tenacia lei cerca sempre di superare. Ma la sofferenza più grande diventerà l’immobilità nel suo letto perché le impedisce di essere presente in comunità. Eppure il dolore e l’offerta sprigionano sorrisi e attenzioni, preghiere ed espressioni simpatiche, senza far pesare a nessuno la sua infermità. È stata curata con amorevolezza e accompagnata quotidianamente nelle sue sofferenze. Con l’orologio al polso batte il tempo di lunghe giornate in cui fa sintesi della sua lunga vita donata con amore all’Amore più grande.
Teme la morte, pur aspettandola, e così ci ha lasciato con “stile”, com’è vissuta: nel silenzio, nel sonno, nella discrezione e in velocità. L’abbraccio di Dio è arrivato nella notte della giornata in cui si realizza per eccellenza l’abbraccio più vero, quello della croce.
Grazie Sr Rosina. Ci lasci la testimonianza di una vita vissuta con gioia, con eleganza e amore… hai disegnato e confezionato tanti abiti per il Signore! E anche nella malattia ti sei distinta per il tuo grande desiderio di amare Dio e le sorelle. Intercedi per noi, per la tua famiglia che hai amato tanto e per tutte le persone che il Signore ha messo sul tuo cammino. La festa di Pasqua che tu stai già vivendo in paradiso sia apportatrice di vocazioni sante per l’Istituto e tutta la Famiglia salesiana.
L’Ispettrice
Suor Gabriella Garofoli
