La nostra esperienza a Tale in Albania
Dall’8 al 28 giugno siamo partite come gruppo MissioLab in Albania, più precisamente nel villaggio di Tale, dove siamo state ospitate dalla casa FMA gestita da suor Isabel, suor Malvina e suor Isabella. Con noi è partita suor Fatima che ci ha accompagnate in questa missione.
In queste tre settimane abbiamo vissuto la quotidianità con loro: i momenti di preghiera, di convivialità e di svago, che ci hanno fatto sentire subito parte della comunità.
Le tre settimane sono state animate dal Gruver, il campo estivo dell’oratorio, con il tema “Liberiamo i valori” (te lirojme vlerat). Ogni giorno i bambini, attraverso il Vangelo e una scenetta preparata dagli animatori, scoprivano un valore da custodire.
L’entusiasmo dei ragazzi ci ha colpite: desiderosi di giocare e imparare, arrivavano in oratorio anche un’ora prima dell’inizio, quasi tutti da soli, a piedi o in bicicletta. La prima settimana il campo si è svolto nel pomeriggio, mentre dalla seconda in poi la mattina.
La struttura della giornata di oratorio era sempre la stessa: balli di accoglienza, momento di riflessione sul valore del giorno, attività formative a squadre e, infine, giochi e laboratori.
I momenti di formazione erano molto importanti perché incentrati sul confronto, l’ascolto, l’educazione e la riflessione, aspetti che non sempre trovano al di fuori di quelle mura.
Due volte a settimana i bambini potevano scegliere il laboratorio: tra danza popolare, laboratorio creativo, calcio o informatica; altri due giorni erano dedicati ai giochi a stand, uno dei quali con l’acqua. Il quinto giorno era dedicato alla gita: due volte al mare e una volta al monte Razem, dove abbiamo passato un’intera giornata.
Gli animatori locali ci hanno accolto con grande amicizia, cercando di farci sentire a casa. La differenza linguistica si sentiva ma tra inglese, gesti, qualche parola di albanese imparata sul posto, e soprattutto grazie a dei bambini bravissimi in inglese che ci aiutavano a tradurre, siamo riuscite a comunicare con tutti.
Oltre al campo estivo, le suore ci hanno dato l’opportunità di conoscere il territorio e la realtà locale vicini alla casa di Tale. Con suor Isabel abbiamo visitato le strade e le case del villaggio: un luogo di campagna dove vivono prevalentemente come contadini, le famiglie vivono con poco, grazie a ciò che coltivano e allevano in casa, aiutati anche dai loro bambini che lavorano sulle spiagge per vendere pannocchie, semi di girasole o frutta.
Abbiamo visitato diverse città vicine, come Lezhë, Rilë e Shënkoll, ma anche luoghi più distanti, accompagnati sempre da canti e preghiere durante tutti i nostri viaggi. Con don Dario, missionario rogazionista, siamo state al santuario di Sant’Antonio da Padova, meta di grande devozione per tutti i cattolici albanesi. Una giornata speciale è stata quella a Kruja, città dell’eroe nazionale Scanderbeg, trascorsa insieme a tutti gli animatori, occasione per rafforzare maggiormente i legami.
Nei weekend siamo state ospitate nelle comunità FMA di Scutari e Tirana. A Scutari abbiamo visitato l’ex carcere del regime comunista, oggi monastero delle suore clarisse: qui ci hanno raccontato la persecuzione religiosa subita durante quegli anni, vissuta da loro in prima persona.
Grazie a suor Isabella abbiamo visitato i detenuti del carcere psichiatrico di Shënkoll, un luogo pieno di persone segnate dalla sofferenza, che avevano tanta voglia e bisogno di essere ascoltati e accolti.
Questa missione in Albania è stata per noi un’esperienza di servizio e comunione: facendoci scoprire una nuova cultura e realtà, ci ha messe in gioco, soprattutto per la lingua, e ci ha permesso di scoprire come il carisma salesiano sia vivo e identico in ogni parte del mondo, capace di annunciare il Vangelo e costruire relazioni vere.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’accoglienza calorosa delle suore della comunità di Tale e senza la presenza attenta e premurosa di suor Fatíma, che ci ha accompagnato con cuore e dedizione in ogni momento.
Faleminderit shum, Beatrice e Benedetta
