Sr Marisa Meloni

Carissime sorelle,
nel primo pomeriggio del 10 novembre 2025, inaspettatamente, quando tutto sembrava come gli altri giorni, il Signore ha chiamato a Sé
 
SUOR MARISA MELONI
 
Nata a Sanluri (Ca) il 19.12.1939
Professa a Castelgandolfo (Roma) il 06 agosto 1960
Appartenente all’Ispettoria Romana “S. Giovanni Bosco” – Italia
 
Marisa è nata in una famiglia numerosa, composta dai genitori e da sette figli, di cui, però, tre morti in tenera età. Hanno potuto raggiungere un’età matura tre sorelle e un fratello.

Il padre esercitava la professione di barbiere e la mamma, da casalinga, svolgeva pure qualche lavoro di sartoria. Il “mestiere” principale della mamma, ha raccontato Marisa, era però l’educazione cristiana che dava ai suoi figli con il suo esempio: infatti, quando poteva, si appartava per raccogliersi in preghiera. L’esempio   dei suoi genitori e quello delle nostre suore della comunità di Sanluri (Ca) è stato il terreno in cui molto presto è fiorita la sua vocazione. Presso la comunità FMA ha frequentato la scuola materna, l’oratorio e il laboratorio di ricamo, ma soprattutto lei racconta di aver ricevuto ”sempre splendidi esempi di carità e di generosa donazione verso la popolazione e la parrocchia”.

Verso i dodici anni ha scoperto in sé l’attrazione verso la vocazione religiosa e silenziosamente ha iniziato a coltivarla – è lei stessa che lo dice – “con il silenzio, la preghiera, la devozione alla Madonna, la comunione quotidiana e con l’aiuto del confessore”. Inoltre, è stata seguita “provvidenzialmente” dalla Direttrice della comunità che l’ha aiutata a decidersi per la scelta e, in seguito, a fare il suo ingresso nell’Istituto. Era molto timida e con tanto timore iniziò il suo periodo di formazione nell’aspirantato di Castelgandolfo, lo continuò a Roma nella casa Maria Ausiliatrice e lo concluse con il postulato nella casa S.Giovanni Bosco. Il 5 agosto 1958 venne ammessa al noviziato con l’impegno, però, di vincere l’eccessiva timidezza, una caratteristica di sé con cui ha dovuto sempre lottare e che non ha mai superato del tutto.

Dopo la professione, emessa il 6 agosto 1960 a Castelgandolfo, fu trasferita in diverse case dell’ispettoria: iniziò a Roma, Maria Ausiliatrice, poi a Madre Mazzarello, a Civitavecchia (Rm), a Monserrato (Ca), poi di nuovo a Roma, nell’orfanatrofio Asilo Patria, poi ancora a Monserrato, e a Roma nella comunità Gesù Nazareno. Qui vi è rimasta per trentadue anni fino a quando le sue condizioni di salute hanno richiesto delle cure e delle attenzioni particolari, per cui si è reso necessario il passaggio nella comunità del Divino Amore.

Parecchi anni prima aveva subito un importante intervento al cuore, che le aveva lasciato delle conseguenze; in più, nel tempo, si era sviluppata una malattia neurologica che le procurava movimenti innaturali e molta sofferenza. Negli ultimi anni, pur dolorosi per lei, ha avuto la gioia di essere visitata spesso dalla sorella, sr Elia, come lei FMA, con cui ha condiviso gioie e dolori della stessa famiglia e della stessa vocazione.

In tutte le comunità in cui è passata nei 65 anni circa di vita religiosa ha svolto principalmente il servizio di guardarobiera, insieme a un’attività apostolica molto intensa, sia nell’oratorio che nelle parrocchie, ricevendo in ogni ambiente molto affetto e rispondenza. In ogni impegno ha sempre messo con grande generosità le mani e il cuore. Nei suoi appunti scrive: “Dammi, Signore, una dilatazione del cuore alla Tua maniera, per poter abbracciare quanto Tu ami. Cresci in me, affinché io scompaia sempre più”.

Sr Marisa aveva una preparazione culturale e religiosa molto modesta, che non hanno però limitato la capacità espressiva e comunicativa del suo mondo interiore, che ritroviamo in molti suoi appunti. Alla fine della sua vita si rivolge al Signore: “La mia salute va declinando e così mi sento attratta sempre più verso l’eternità. Donami di essere vigilante costantemente”.

Il Signore è venuto a prenderla, quasi inaspettatamente, ma sicuramente trovandola pronta. Lei, dal Cielo, dove ora si trova, potrà ricambiare l’amore e la dedizione ricevuta dalle suore della comunità e dalle operatrici che vi lavorano. Di questo ne è convinta anche sr Elia.

L’ispettrice
Sr Gabriella Garofoli