Un ponte di parole e inclusione attraverso il Servizio Civile
Le ragazze del Servizio Civile di Civitavecchia hanno avviato un progetto pomeridiano dedicato all’insegnamento della lingua italiana ai bambini stranieri, con l’obiettivo di favorirne l’integrazione scolastica e sociale. Un’iniziativa che non si limita all’apprendimento linguistico, ma desidera essere un vero ponte di incontro tra culture diverse, offrendo ai ragazzi la possibilità di sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati.
Imparare l’italiano è infatti fondamentale non solo per seguire meglio le lezioni scolastiche, ma anche per costruire relazioni, comunicare con insegnanti e compagni e partecipare pienamente alla vita quotidiana. Il progetto contribuisce così a promuovere inclusione, rispetto reciproco e attenzione all’altro, aiutando i bambini a sentirsi parte della comunità.
Le attività si svolgono tre pomeriggi a settimana – lunedì, giovedì e venerdì – attraverso modalità sempre diverse: spiegazioni grammaticali, dialoghi legati alla vita quotidiana, letture, comprensione del testo, visione di film in italiano e attività pratiche. I ragazzi coinvolti hanno età, storie e bisogni differenti: alcuni comprendono bene la lingua ma faticano a scrivere, altri riescono a parlare ma non a leggere, altri ancora stanno iniziando da zero il loro percorso.
Per questo motivo, ogni incontro viene preparato con attenzione, scegliendo materiali e strumenti adatti ai diversi livelli di apprendimento. Schede, immagini, giochi, filmati e oggetti concreti aiutano a rendere le lezioni coinvolgenti e dinamiche. Quando necessario, le volontarie offrono anche supporto nei compiti e nella preparazione delle verifiche scolastiche.
Il desiderio più grande che accompagna questo progetto è quello di aiutare i ragazzi a sentirsi integrati e valorizzati, promuovendo la loro autonomia e prevenendo forme di isolamento legate alle difficoltà linguistiche.
L’esperienza diventa anche occasione di crescita reciproca: le stesse volontarie raccontano come, durante le lezioni, siano spesso i ragazzi a insegnare parole della propria lingua madre, creando così uno scambio autentico e arricchente.
“Sentirsi diversi non è un male” – raccontano – “e conoscere più lingue è qualcosa di bello, perché abbatte le barriere e permette di incontrare il mondo”.
Un piccolo ma significativo segno di come il Servizio Civile possa contribuire concretamente alla costruzione di comunità più aperte, inclusive e attente alle persone.
Buttafoco Federica – Amato Asia – Cappelletti Mabel – Colucci Teresa
