Custodire il primo annuncio per generare futuro
L’11 e 12 dicembre, presso la Casa Sacro Cuore di Roma, le direttrici dell’Ispettoria si sono ritrovate per un tempo di ascolto, confronto e discernimento, inserito nel cammino di formazione integrale che accompagna le nostre comunità.
Al centro dell’incontro, la Parola di Dio come luogo sorgivo da cui lasciarsi interrogare per rileggere oggi il primo annuncio, non come contenuto da trasmettere, ma come esperienza viva capace di generare cultura vocazionale e di orientare le scelte pastorali e comunitarie. In questo orizzonte si è collocato l’intervento di don Rafael Bejarano, SDB, che ha aiutato a riconoscere come il primo annuncio, quando è autentico, apre spazi di senso, suscita domande profonde e rende possibile l’accompagnamento delle diverse vocazioni.
Il clima dell’incontro ha favorito uno stile di discernimento condiviso, intrecciando ascolto, risonanze comunitarie e testimonianze, nella consapevolezza che la missione oggi chiede comunità capaci di leggere la realtà, abitare la complessità e custodire la speranza. Anche il confronto sul ridisegno carismatico ha trovato qui una cornice più ampia: non come semplice riorganizzazione, ma come atto di fedeltà creativa al dono ricevuto.
Tra momenti di preghiera, Eucaristia, fraternità e gioia semplice, l’incontro ha ricordato a tutte che il futuro non si costruisce partendo da strategie, ma da un cuore che torna all’essenziale: annunciare Cristo con la vita, perché altre vite possano scoprire di essere chiamate.
Il testo dell’intervento di don Rafael, che viene ora condiviso, intende sostenere questo cammino e offrire ulteriori piste di riflessione per le comunità e per quanti sono impegnati nella formazione e nel primo annuncio.
