Una testimonianza dagli Esercizi Spirituali di Quaresima MGS
Dal 21 al 23 marzo, nella cornice del mare di Quartu Sant’Elena, i giovani del Movimento Giovanile Salesiano dell’Italia Centrale hanno vissuto gli Esercizi spirituali missionari, una delle proposte che la pastorale giovanile offre nei tempi forti dell’anno – Avvento e Quaresima – per aiutare i giovani a fermarsi, ascoltare la Parola e rileggere la propria vita alla luce della fede.
Ad accogliere i circa trenta partecipanti è stata Villa Tecla, affacciata sul mare alle porte di Cagliari. Molti dei presenti sono giovani che durante l’anno partecipano al percorso MissioLab, il laboratorio missionario del territorio dell’Italia Centrale rivolto ai giovani universitari e lavoratori che desiderano interrogarsi sulle grandi sfide del mondo e prepararsi, eventualmente, a vivere esperienze di missione e di servizio.
Accanto a loro si sono uniti anche alcuni giovani adulti dell’MGS Sardegna, in un clima di famiglia che ha reso ancora più ricco l’incontro tra storie, cammini e provenienze diverse.
A guidare le meditazioni è stato padre Piergiacomo Zanetti, gesuita e direttore spirituale del Seminario Maggiore della Sardegna. L’esperienza è stata accompagnata da don Stefano Casu, delegato per l’animazione missionaria dell’Italia Centrale, da suor Francesca Bonifazio, animatrice missionaria della nostra ispettoria e da suor Cristina Mezzanotte, referente MGS per la zona Sardegna.
Fermarsi per ritrovare l’essenziale
«E voi, oggi, vi siete fermati a guardare le stelle?».
È con questa domanda semplice e disarmante che si è aperto il tempo degli esercizi.
Come racconta Lorenzo, uno dei giovani partecipanti, quei tre giorni sono stati un vero “arresto forzato” rispetto al ritmo frenetico della vita quotidiana: una sosta necessaria per ritrovare il contatto con Dio e con la sua Parola.
Nel silenzio del “deserto”, accompagnato dal suono delle onde, i giovani hanno potuto sostare sulle pagine della Scrittura – dai profeti agli evangelisti – lasciandosi interrogare da temi profondamente attuali. In particolare, durante l’adorazione eucaristica, lo sguardo si è allargato alle ferite del mondo e alle tante guerre che continuano a colpire popoli e nazioni.
Pregare per chi soffre – racconta ancora Lorenzo – ha ricordato a tutti che la pace che viviamo non è un privilegio, ma una responsabilità. Una responsabilità che per alcuni si tradurrà concretamente anche nelle esperienze missionarie dell’estate.
Un cammino che continua
Accanto ai momenti di silenzio e di preghiera non sono mancati quelli di fraternità: pasti condivisi, risate, dialoghi e incontri che hanno fatto respirare quell’“aria di famiglia” tipica dello stile salesiano.
Gli esercizi si sono conclusi con la consapevolezza che il vero cammino spirituale non finisce con il rientro a casa. Come scrive Lorenzo nel suo racconto, il vero esercizio comincia proprio nel ritorno al quotidiano: portare dentro la frenesia delle giornate quella pace del mare e quella luce delle stelle che, per qualche giorno, è stata contemplata insieme.
Un invito a vivere la vita di ogni giorno con occhi nuovi, riconoscendo – anche nelle strade ordinarie della propria storia – i segni della chiamata di Dio e la gioia di camminare come giovani missionari nel mondo.
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