
Oggi 4 luglio 2025, nel Palazzo Apostolico Lateranense a Roma, si è conclusa ufficialmente la fase diocesana del processo di beatificazione di Madre Rosetta Marchese, Figlia di Maria Ausiliatrice. A presiedere la sessione è stato il vescovo mons. Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma.
Il processo, curato dal tribunale ecclesiastico diocesano, dal postulatore don Pierluigi Cameroni (SDB) e dalla vice postulatrice Suor Francesca Caggiano, ha raccolto testimonianze sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità della Serva di Dio, i cui atti saranno ora trasmessi al Dicastero delle Cause dei Santi.
Madre Rosetta Marchese nacque ad Aosta il 20 ottobre 1922. Conobbe le Figlie di Maria Ausiliatrice fin da giovane, maturando una vocazione profonda che la condusse alla prima professione nel 1941. Dopo la laurea in Lettere all’Università Cattolica di Milano, iniziò un intenso servizio educativo e di animazione, che la portò a operare in diverse regioni italiane, tra cui Sicilia, Lombardia e Roma. Dal 1961 al 1965 fu direttrice della Comunità Gesù Nazareno di Via Dalmazia e dal 1965 al 1971 fu ispettrice, dell’allora unica, Ispettoria Romana Santa Cecilia, promuovendo la divisione dell’ispettoria e la nascita dell’ispettoria Sant’Agnese.
Eletta Superiora generale dell’Istituto nel 1981, affrontò con fede la malattia che la condusse alla morte, l’8 marzo 1984.
Madre Rosetta lasciò alle sue Figlie un’eredità spirituale profonda, fatta di amore alla vita consacrata, zelo missionario e passione educativa. Celebre il suo invito: «La mèta è unica: arrivare in Paradiso con tutti i giovani per cui abbiamo donato e consumato l’esistenza».
In sua memoria, la Madre Generale ha invitato tutte le comunità FMA a celebrare un’Eucaristia di ringraziamento e a continuare a far conoscere la sua testimonianza di santità, anche attraverso i canali digitali come la pagina Facebook La serva di Dio Madre Rosetta Marchese.
