Suor Anna Ponzo
Carissime sorelle,
la mattina del 02 febbraio 2026, festa della Vita Consacrata, dalla casa “Beata Maria Romero” di Roma è stata chiamata alla casa del Padre la nostra carissima
Sr ANNA PONZO
Nata a Velletri (Roma) il 03 giugno 1941
Professa a Castelgandolfo (Roma) il 06 agosto 1962
Appartenente all’Ispettoria Romana “S.Giovanni Bosco”
Sr Anna è nata in un tempo difficile per l’Italia, che era in guerra, e per questo motivo la famiglia si è dovuta trasferire più volte; lei ci dice: “Sono nata a Velletri per puro caso… in piena guerra”. Anna è la primogenita, dopo di lei sono nati i tre fratelli. Il padre era capotecnico delle Ferrovie dello Stato, la madre è casalinga, fino alla morte prematura del marito. Del padre Anna dice: “La sua morte è stata una scuola di santità”. La conferma di queste parole viene dal suo Parroco che, nel presentarla all’Istituto, afferma: “Dò il consenso volentieri… conosco la giovane fin da bambina, avendo assistito il suo povero papà, che visse e morì da santo”. In uno dei molti trasferimenti, la famiglia ha avuto alloggio nel palazzo delle Ferrovie dello Stato, di fronte alla Basilica del S.Cuore di Roma e in questo tempo lei ha frequentato la scuola materna e la scuola elementare presso le FMA di Via Marghera, e soprattutto l’oratorio. Lei dirà: “Ci sono praticamente nata nell’Istituto”. Durante la malattia del padre, lei si trasferisce presso la nonna materna che risiedeva quasi di fronte alla casa delle FMA e inizia gli studi di Avviamento Commerciale presso le Suore Dorotee, presenti in zona; lei è studente interna, ma la domenica, complice la portinaia, esce di nascosto per raggiungere l’amatissimo oratorio. Conclusi gli studi, si iscrive in una scuola statale e ottiene la licenza di Computista Commerciale. Era pronta per iniziare l’esperienza lavorativa e poter così aiutare la mamma, che dopo la morte del marito aveva dovuto cercarsi un lavoro e trovare sistemazione per i suoi figli presso dei collegi. I suoi programmi cambiano quando la direttrice FMA le fa la proposta di entrare nell’Istitutto. Lei dice di non ricordare esattamente quando ha iniziato a percepire i segni della vocazione, però la fa risalire in parte al giorno in cui ha partecipato, insieme alla nonna, alla Messa di suffragio del nonno, celebrata nella Cappella dell’Istituto: qui vi aveva sperimentato un clima di preghiera e di pace, che le era piaciuto tanto… tanto da frequentarla quotidianamente. Andando col ricordo un po’ indietro negli anni, attribuisce la sua vocazione anche all’esempio ricevuto da suo padre: “L’esempio di onestà, di impegno nel lavoro, di bontà coi subalterni e di perdono verso chi gli aveva fatto del male, credo sia stata la prima scuola di vita cristiana”. La mamma, interpellata dalla direttrice, non pone ostacoli alla scelta della figlia, che può iniziare la sua formazione casa di Cinecittà (Roma). Il tempo dell’aspirantato e del postulato lo trascorre in gran parte facendo scuola alle ragazze dei corsi professionali presso la Scuola “Madre Mazzarello” e frequentando la scuola di Via Dalmazia (Roma) per ottenere il diploma di terza media e poter iniziare la frequenza presso l’Istituto Magistrale. Inizia il noviziato a Castelgandolfo il 5 agosto 1960 ed emette la prima professione due anni dopo. La prima obbedienza la invia nella casa di Via Dalmazia per il diploma magistrale. Nello stesso anno, 1965, ottiene pure l’abilitazione all’insegnamento e il diploma per l’insegnamento della Religione nelle scuole parrocchiali. Nel 1968 l’ispettrice la invia a Torino presso l’Istituto internazionale di Pedagogia e Scienze Religiose per acquisire il diploma per assistenti sociali, ma vi rimane un solo anno. In seguito, viene mandata nell’ispettoria di Vercelli, dove vi rimarrà per quattordici di anni insegnando nei corsi di Formazione Professionale nelle case di Torre Canavese, Vercelli S.Cuore e Vercelli casa Ispettoriale. In quegli anni e in quelli successivi, in tutto per una quarantina di anni, definisce la sua competenza, mantenendosi sempre aggiornata nelle discipline che man mano caratterizzano la sua professionalità e nelle quali si è sempre sentita a suo agio, perché, dirà:“sono state tutte consone alle mie inclinazioni”. Non segue solo corsi professionalizzanti, ma quelli a carattere pedagogico, come, per es., il corso estivo biennale di Qualificazione in Pedagogia Catechistica, tenuto a Trento dal PAS. Nel 1982 torna a Roma definitivamente per essere di sostegno alla mamma, molto sofferente a motivo del figlio minore che rischiava di morire a causa di un incidente sul lavoro. L’ispettrice di allora la invia nella Casa S.Cuore (Roma), dopo undici anni è mandata a Colleferro e vi rimane per nove anni, poi di nuovo al S.Cuore. Dopo 36 anni di insegnamento l’ispettrice la chiama nella casa ispettoriale come aiuto economa e dopo 13 anni di nuovo a Colleferro, come economa, e dopo due anni le viene chiesto di assumere il compito di portinaia e sacrestana. Quando la sua lunga vita ha cominciato a mostrare debolezze, è inviata nella comunità di riposo “Beata Maria Romero”, dove svolge piccoli servizi alla comunità, fino a quando il Signore, dopo averla provata nella sofferenza, la chiama a condividere la Sua Casa. Lei avrebbe desiderato di “poter insegnare ai giovani anche da vecchia e sdentata, perché – dice- i giovani sono tuttora il mio campo di lavoro preferito”.
Cara sr Anna, ci hai detto che la tua vita è stata sostanzialmente lineare, con le normali difficolà di ogni giorno e con le normali esperienze della vita religiosa. Noi ti ringraziamo per averla accettata così, perché per noi è testimonianza del valore del quotidiano vissuto con generosità apostolica e con fedeltà agli impegni di vita religiosa. Hai dato tanto ai tuoi giovani, che ancora oggi ti ricordano e ti sono vicini. Hai dato tanto e ricevuto tanto anche dalla tua famiglia, che non ti ha mai lasciata sola. Grazie, sr Anna, godi finalmente nella Casa del Padre e prega per noi!
L’ispettrice
Suor Gabriella Garofoli
