“Be a Mission” due giorni per riscoprire la bellezza dell’essere missione
L’8 e il 9 novembre scorsi, Valdocco è tornata a riempirsi di volti giovani, sorrisi, racconti e canti di missione. In occasione del Be a Mission, convocazione nazionale dei giovani dell’animazione missionaria, oltre 150 giovani provenienti da tutta Italia si sono ritrovati nel cuore del carisma di Don Bosco per celebrare i 150 anni della prima spedizione missionaria salesiana e rilanciare insieme la passione educativa ed evangelica che continua a muovere il mondo salesiano.
Tra loro, anche i giovani dell’Italia Centrale, che hanno vissuto la scorsa estate esperienze missionarie in Italia e all’estero e che, a Valdocco, hanno potuto ritrovarsi, condividere e guardare avanti con entusiasmo rinnovato.
“BeAMission è stata per me l’occasione per ritornare all’esperienza missionaria vissuta quest’estate — racconta Cristiano — Ho avuto la possibilità di ringraziare per il dono ricevuto, ripensare per far emergere gli aspetti in cui sono cresciuto, e raccogliere entusiasmo per rilanciare la testimonianza nel mio quotidiano. È stato bello condividerlo assieme a tutti i giovani missionari del MGS Italia, con la presenza e l’ascolto del Rettor Maggiore, della Madre Generale e dei nuovi missionari salesiani.”
Le tre parole — Ringraziare, Ripensare, Rilanciare — sono state il filo conduttore dell’intero incontro, che ha alternato momenti di formazione, testimonianza e preghiera a spazi di fraternità e festa, nello stile semplice e profondo della spiritualità salesiana.
Durante la visita al Museo Casa Don Bosco, i giovani hanno potuto “toccare con mano” le origini della missione salesiana, mentre la mostra “Splendete come astri nel mondo” ha raccontato storie e volti di missionari di ieri e di oggi.
La serata si è colorata di gioia e partecipazione con la Festa missionaria, alla presenza del Rettor Maggiore don Fabio Attard e della Madre Generale sr Chiara Cazzuola, che nella buonanotte ha invitato i giovani a custodire la fiamma missionaria nel cuore della vita quotidiana.
Il giorno seguente, il clima di ascolto si è rinnovato con la Living Library, dove i ragazzi che hanno vissuto esperienze missionarie si sono raccontati come “libri viventi”.
“Abbiamo potuto ascoltare storie di chi è partito o sta per partire — dice Beatrice — e sentire come la missione non sia solo un luogo lontano, ma un modo di vivere, di donarsi e di credere insieme.”
“A me — aggiunge Benedetta — è piaciuto molto il clima di fraternità e la possibilità di ascoltare tante testimonianze, anche nei momenti più semplici, di gioco e di incontro.”
A queste voci si unisce quella di Federico, che sottolinea la profondità spirituale e la ricchezza umana dell’esperienza:
“BeAMission ci ha aiutato a capire quanto e come la dimensione missionaria sia centrale per la spiritualità salesiana e per la fede cristiana. Ascoltare le testimonianze dei ragazzi che, come noi, sono partiti per un’esperienza missionaria estiva, ci ha fatto rivivere le stesse preoccupazioni e le stesse gioie. Mi ha colpito molto il dialogo con i missionari che hanno ricevuto la chiamata in questi giorni: nelle loro parole semplici ho percepito una fede forte, viva, che trabocca nella vita quotidiana. E poi — aggiunge — la straordinaria aria di famiglia che si respira ad ogni evento MGS: momenti di preghiera, pasti condivisi, balli in cortile, chiacchiere con il Rettor Maggiore e la Madre Generale, che riescono sempre a trovare un momento per ciascuno di noi. È un’esperienza che ti fa sentire davvero parte di una grande famiglia.”
La celebrazione eucaristica conclusiva, presieduta dal Rettor Maggiore, è stata il segno di un nuovo invio: non verso terre lontane, ma verso la quotidianità di ciascuno, per continuare a essere missione nella vita di ogni giorno.
Da Torino i giovani ripartono con il cuore ardente e lo sguardo aperto sul mondo, portando con sé il desiderio di “splendere come astri nel mondo”, là dove il Signore li chiama a testimoniare la gioia del Vangelo.
