Nel lontano 1893 si costituisce l'Ispettoria Romana con appena tre case: Roma - Via Magenta (la cui comunità l'anno dopo si trasferirà in Via Marghera), Cannara (Umbria) e Lugo, quest'ultima si stacca nell'anno 1903 per entrare nell'Ispettoria Emiliana.
Le case di Roma - Via Magenta e di Cannara (PG), aperte dal Rettore Maggiore Don Michele Rua nel 1891, fanno parte delle "Case d'Italia".


1900 le prime case, dopo Cannara, in Umbria: Bettona (PG) chiusa poi nel 1922, e lodi (PG), chiusa nel 1962


La casa di Via Marghera, prima fondazione di Roma e punto di riferimento per le varie comunità che pian piano vengono a costituirsi, é considerata subito la casa centrale della nascente Ispettoria.
Nei 1903: la zona dell'Italia centrale è denominata, per la prima volta, Ispettoria Romana S. Pietro; la Visitatrice è Madre Eulalia Bosco, pronipote di Don Bosco. del Santo Fondatore,
Seguono anni di intensa fioritura di opere favorite dall'aumentare delle vocazioni e dalle numerose richieste dei Vescovi, a cui non si riesce a far fronte.
Il 7 Febbraio 1908 l'Ispettoria riceve il Decreto di Erezione Canonica ed è denominata Ispettoria dell'Italia Centrale e Meridionale di S.Cecilia; conta 18 case, sparso nel Lazio, nell'Abruzzo, nella Sardegna, nell’Umbria, nella Toscana nella Campania, nelle Marche e in Albania. La Superiora, Madre Chiarina Giustiniani, non e più chiamata Visitatrice, ma Ispettrice. La nuova denominazione si giustifica sia per la posizione geografica delle case sia per la grande devozione che le suore di Roma hanno sempre avuto per la martire romana Cecilia. Don Rua approva questa scelta, in quanto S Cecilia è protettrice della musica tanto amata e coltivata da Don Bosco nei suoi istituti.
Negli anni seguenti continua l’espansione e l'assestamento delle diverse ispettorie d'Italia.
L'Ispettoria Romana modifica ancora per tre volte la sua denominazione:

Da questi anni in poi, l'Ispettoria assume una definitiva stabilità nelle 5 Regioni dell'ltalia Centrale: Sardegna, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.
Le opere si moltiplicano:
durante gli anni 1963 – 1965 si raggiunge la punta massima di 46 case
nel 1971 si contano 654 Figlie di Maria Ausiliatrice.
L'aumento del personale e le case molto distanziate nelle cinque regioni rendono particolarmente faticoso il lavoro dell'Ispettrice.
Si matura la decisione di dividere l’Ispettoria dell’Italia centrale.
Nel 1971, al termine del sessennio di Madre Rosetta Marchese l'Italia centrale si configura nelle due Ispettorie Romane:
S.Agnese, con sede in Via Dalmazia: 20 case distribuite nel territorio di Roma, del Lazio e la Sardegna.
S.Cecilia, con sede in Via Marghera: 22 case distribuite nel territorio di Roma, del Lazio, dell'Abruzzo, dell'Umbria, delle Marche.
Il 24 settembre 1971 si apre solennemente la nuova Ispettoria S.Agnese, con una Celebrazione Eucaristica nella Basilica omonima, sulla Via Nomentana.
Da quel momento in poi le due Ispettorie "sorelle", pur continuando a collaborare e ad incontrarsi in particolari circostanze, seguono un proprio cammino.
Negli anni '90 l'istituto in Italia sente l'urgenza di una "ristrutturazione" per un adeguamento maggiore alle esigenze dei tempi; la CII (Conferenza Interispettoriale Italiana), sotto la guida del Gesuita, Padre Max Taggi , ipotizza una riunificazione delle varie Ispettorie italiane.
L'ipotesi presenta l'Ispettoria Romana come una grande realtà che abbraccia le 6 Regioni dell'Italia Centrale: Sardegna, Lazio, Umbria, Abruzzo, Marche e Mouse: il territorio coincide perciò con quello delle due ex-ispettorie romane con la prospettiva di eventuali nuove fondazioni, da effettuarsi in un domani, nelle due regioni in cui attualmente siamo assenti: Marche e Molise.
Nei due anni precedenti l'unificazione, le due Ispettorie S. Agnese e S. Cecilia intensificano il lavoro insieme e realizzano percorsi comuni e scelte operative concrete.

La scelta del nuovo nome è dettata dal grande desiderio di Don Bosco di avere una presenza salesiana nella "città eterna".
L'8 Settembre si svolge la solenne festa dell'inaugurazione ufficiale.
L'Ispettoria San Giovanni Bosco conta attualmente 35 case distribuite nell'Abruzzo, nel Lazio nell'Umbria e nella Sardegna. Appartengono territorialmente all'Ispettoria anche le Marche e il Molise ma attualmente non ci sono presenze.

 
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