QUANTI SIAMO - Le persone residenti in Italia, secondo l’ultimo
censimento condotto nel 2001, sono 56,3 milioni. I maschi sono circa
27 milioni, le donne 29 milioni. DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA - Il 26,2% della popolazione
censita dall’ISTAT risiede nell'Italia nord-occidentale, il 18,8%
nell'Italia nord-orientale, il 19% in quella centrale, il 24,5% nel
meridione ed il restante 11,5% nelle isole.
TIPOLOGIA FAMILIARE - Cresce il numero delle famiglie
(21.503.088 contro 19.909.003 del 1991) ma sono sempre più piccole.
I componenti sono infatti passati da una media di 2,8 a 2,6; in aumento
anche le famiglie formate da una sola persona (più 700 mila dal
1995 al 2000) anche in conseguenza del progressivo invecchiamento della
popolazione. La diminuzione del numero dei componenti riguarda tutte
le regioni. In particolare il Nord-est, dove nell'immediato dopoguerra
si registravano 4,2 componenti in media per famiglia, segnala una riduzione
a 2,5 componenti.
STRANIERI - Dal 1991 gli stranieri residenti sono triplicati
(da 356.159 a 987.363). Ogni mille abitanti, vi sono in Italia 17,5
cittadini stranieri, con punte massime di 27 nel nord-est e 25 nel nord-ovest.
Il 37% degli stranieri vive nel Nord-ovest, il 29% nel nord-est. Meno
significativa la presenza al sud e nelle isole: rispettivamente 8% e
3%. Tuttavia, l'Italia resta agli ultimi posti per presenza di stranieri:
neanche il 2% contro, ad esempio, il 9% della Germania. L'effetto positivo
delle migrazioni sulla popolazione è particolarmente evidente
in Italia poichè la crescita naturale nel 2002 è stata
negativa (-0,3), e solo l'arrivo di immigrati ha permesso di ottenere
un lieve incremento della popolazione complessiva (+2,3 unità
ogni 1.000 abitanti).
TASSO
DI NATALITÀ - Il tasso di
natalità in Italia è tra i più bassi nell’Unione
europea. Mentre il tasso di natalità medio nell’Europa
unita si attesta a 10,6 unità per migliaio di abitanti, in
Italia è calato a 9,6.
ETÀ
DELLA POPOLAZIONE - La popolazione italiana con oltre 65 anni
è al momento il18,5% : le previsioni Istat stimano che questa
percentuale raggiunga nel 2050 il 34,4%. Attualmente l'età media
degli italiani è di 41,8 anni, nel 2050 si prevede che diventi
50,5. Gli ottantenni ed oltre sono ora il 4,3% della popolazione, nel
2050 dovrebbero essere il 14,2%. Nel nostro Paese, ogni 100 bambini
fra 0 -14 anni, ci sono 127 anziani. Questa percentuale è più
alta in Liguria (239,1), più bassa in Campania 72,5); in queste
regioni la popolazione anziana è rispettivamente il 25,3% e il
14%. In alto alla classifica si collocano anche l'Umbria (22,6% della
popolazione; 183,7 anziani ogni 100 bambini) e l'Emilia Romagna (22,3%;
194,4); in basso la Puglia (15,7%; 90,5) e la Sardegna (16%; 110,2).
LIVELLO
D’ISTRUZIONE - In Italia il livello d'istruzione
degli adulti tra i 25 e i 64 anni è tra i più bassi
dell' Unione Europea: il 25% della popolazione ha solo la licenza
elementare, il 30% dei ragazzi tra i 15 ed i 19 anni ha già
lasciato la scuola (contro una media europea del 20%) e solo il
42% è arrivato al diploma, contro una media europea del 59%.
Solo il 10% della popolazione ha conseguito in Italia un titolo
universitario (la media europea è del 26%) e che solo 38
persone su cento leggono almeno un libro all' anno, contro le 70
della media europea. Gli italiani continuano a leggere poco anche
i quotidiani: 102 copie ogni 1000 abitanti contro le oltre 300 per
Germania, Gran Bretagna, Austria e Paesi Scandinavi.