“La cultura costituisce il terreno fondamentale di crescita, di alienazione o di deviazione, delle persone e delle comunità e così anche lo spazio privilegiato di incarnazione del Vangelo e di confronto con altre e diverse visioni della vita. Per la Chiesa e per ciascun credente la sollecitudine e l’impegno riguardo agli indirizzi e agli sviluppi della cultura non è una forma di evasione da più concrete responsabilità pastorali o sociali, ma è farsi carico di quegli ambiti nei quali maturano le condizioni dei modi di pensare, delle scelte e dei comportamenti religiosi e morali”.
(card. Camillo Ruini, L’impegno culturale della Chiesa Italiana settembre 1994

La realtà ci interpella

Siamo in tempi, in cui bisogna operare.
Il mondo è diventato materiale, perciò bisogna lavorare per far conoscere il bene che si fa.
Se uno fa anche miracoli pregando giorno e notte e stando nella sua cella,
il mondo non ci bada e non ci crede più.
Il mondo ha bisogno di vedere e di toccare

MB XIII, 126.

Il contesto culturale in cui viviamo ed operiamo, caratterizzato da fenomeni nuovi, ci interroga e ci sfida. È necessario “essere pronti a rispondere con sapienza evangelica alle domande poste oggi dall’inquietudine del cuore umano e dalle sue urgenti necessità” (VC 81)
Le sfide ci collocano in un campo di tensioni e forze contrapposte che non possiamo dimenticare né trascurare.

Sfide emergenti:

MONDIALIZZAZIONE E GLOBALIZZAZIONE - Viviamo in un mondo globale e planetario. L’informazione – grazie alle nuove tecnologie - circola in tutto il pianeta senza difficoltà e crea dinamismi economici, politici e strategici, fino ad ora sconosciuti e insospettati. Ci sentiamo più vicini gli uni agli altri e possiamo comprendere meglio le nostre differenze. Tuttavia, se questi dinamismi sono posti al servizio di poteri forti, di interessi particolari, dell’ideologia neoliberista, si hanno effetti molto negativi e discriminanti. Generano povertà, umiliano la dignità dei popoli che hanno poche risorse, impongono un unico modello economico neoliberista ed emarginano le culture, i popoli ed i gruppi che non servono ai loro interessi.

LA MOBILITÀ UMANA E I SUOI FENOMENI MIGRATORI - I diversi conflitti politici e sociali, la povertà, le guerre, l’instabilità politica, l’intolleranza religiosa sono la causa di flussi migratori molto vari che stanno cambiando il volto anche della nostra nazione. Grandi porzioni dell’umanità si sentono spostate, sradicate, disperse per il mondo. La lotta per la sopravvivenza in tali circostanze impedisce la trasmissione delle tradizioni, un’educazione equilibrata, un sano e degno sviluppo. A questa situazione corrispondono due atteggiamenti contrapposti: di ospitalità e accoglienza, ma anche di xenofobia, etnocentricismo e razzismo.

 

IL SISTEMA ECONOMICO INGIUSTO E LE NUOVE FORME DI SOLIDARIETÀ - Un’altra delle grandi sfide è l’esclusione alla quale sono soggetti grandi settori dell’umanità a causa dell’attuale processo di globalizzazione. Un’economia non solidale genera carenze e nuovi tipi di povertà (Cf NMI 50), che portano in definitiva a un progressivo disprezzo per la vita. La liberalizzazione dell’economia mondiale non ha trovato il modo di evitare gli effetti perversi che schiacciano i popoli più deboli e meno sviluppati.

LA VITA MINACCIATA E DIFESA - La vita è esuberante, feconda, nella natura e nell’umanità. In molti modi si manifesta oggi la considerazione, la difesa e la passione per la vita; vi sono persone e organizzazioni che lavorano per i poveri, per i diritti umani e la pace. I grandi progressi della scienza, della biotecnologia e della medicina moderna costituiscono al tempo stesso un segno di speranza e di timore per tutta l’umanità e, in special modo, per coloro che sono impegnati nella promozione e nella difesa della vita umana.

IL PLURALISMO E LA CRESCENTE DIFFERENZIAZIONE - Viviamo in un mondo plurale. Siamo più sensibili di prima alle differenze etniche, culturali, religiose, generazionali e di sesso. L’accettazione della pluralità rende difficile e complesso il nostro modo di pensare ed agire. Vi sono culture che rimangono escluse. Il rispetto delle differenze e del pluralismo entra in conflitto con le reti di interessi privati. Molte volte le maggioranze prevalgono sulle minoranze, la forza sulla ragione, l’economia sulla solidarietà, la legge sulla libertà, l’esclusione di genere sull’inserimento, la dittatura sulla democrazia. La tendenza al pensiero unico e al livellamento di tutto è causa di molto malessere e di grandi tensioni.

GLI ASPETTI DELLA MENTALITÀ POSTMODERNA – La cosiddetta “mentalità postmoderna” è un fenomeno globalizzato, che riguarda soprattutto le nuove generazioni. Queste ultime sono più sensibili alla realtà che ci arriva, più accoglienti nei confronti del pluralismo e della complessità e, per questo, sono più vulnerabili. Ciò accresce la sensazione di incertezza, insicurezza e instabilità. Da qui la tendenza narcisista a godere del presente senza responsabilità né aspettative di futuro. Non c’è da stupirsi che, come reazione, nascano movimenti fondamentalisti, reazionari, che cercano sicurezze nel ritorno al passato.

LA SETE DI AMORE E IL DISORDINE AMOROSO - Avvertiamo nel nostro mondo una profonda sete di amore e di intimità, che si esprime in modi diversi che a volte sconcertano. Si anela a un tipo di matrimonio e a una famiglia che sia focolare e comunione, sicurezza in un mondo inospitale, estraneo, vorticoso e violento. Tuttavia, constatiamo che il dialogo dell’amore risulta molto difficile e sempre più spesso viene interrotto o addirittura fallisce e sfocia nell’egocentrismo. Diversi fattori si ripercuotono su ciò: la predominanza culturale di un genere sull’altro (maschilismo o sessismo), il modello lavorativo che si impone e che non favorisce la stabilità necessaria per la famiglia e la coppia, il desiderio di autonomia e di auto-realizzazione che a volte si sente soffocato nella convivenza familiare, ecc. Il numero di divorzi è molto alto, mentre la speranza di vita delle persone aumenta. La crisi dell’istituzione matrimoniale e familiare – così come l’avevamo ereditata – è evidente: sono comparse pian piano altre possibilità di relazione tra le persone di diverso e dello stesso sesso. Tutto ciò genera un “disordine amoroso” difficile da gestire.

LA SETE DI SACRO ED IL MATERIALISMO SECOLARIZZATO - Avvertiamo nel nostro mondo una forte sete di sacro, un desiderio di spiritualità, una ricerca di senso e di trascendenza. D’altra parte, l’eccessiva fiducia in noi stessi, nel potere, nella tecnologia e nella ricchezza, allontana dalla realtà ultima. Nel nostro mondo si adorano nuovi idoli che impediscono l’adorazione dell’unico e vero Dio.
Si globalizza – soprattutto nelle società opulente - una visione secolarizzata della realtà e ci ritroviamo in un mondo senza trascendenza, sincretista, agnostico e funzionalista, in una parola, senza anima.

(Vedi Documento preparazione congresso Vita Consacrata
“Passione per Cristo, passione per l’umanità” anno 2004)

 
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